Illuminare il quartiere con l'arte urbana

Aggiornato il: set 9

L’ICONOSFERA URBANA

Quella che stiamo vivendo è indubbiamente un’epoca iconica, una fase storica che gravita attorno alla sfera dell’immagine, divenuta metro del prestigio e del potere sociale.

Guy Debord, padre del movimento situazionista europeo, proclamava, già nel 1967, la nascita della società dello spettacolo, in cui veniva registrato il trionfo dell’apparenza sul contenuto. Alcuni anni dopo un altro francese, Marc Augé, avrebbe proseguito il discorso parlando di “finzionalizzazione del mondo”: una dimensione in cui la realtà concreta dell’esistenza viene costantemente presa di mira dalla finzione mediatica.

L’ossessione dell’apparire più vero del vero e la colonizzazione dei media nel nostro immaginario hanno rotto le barriere di separazione tra il campo del sogno, quello della realtà e della finzione, che sembrano oramai divenire indistinguibili, e tale “impero del simulacro” prende forma ed è animato dal parossismo di immagini a cui siamo sottoposti giornalmente.

Le città in cui viviamo sono sempre più visual, un enorme flusso di formule iconiche e aniconiche pervade la nostra percezione dell’habitat urbano: megaschermi illuminati e manifesti pubblicitari, insegne di negozi e indicazioni stradali, locandine di eventi, vetrine e una moltitudine di segni sui muri.

In questa iconosfera urbana vigono regole non sempre chiare, anzi spesso contraddittorie e non immediatamente comprensibili, ragion per cui sovrapposizioni e “guerriglie” per la conquista dello spazio vitale sono frequenti, e si accompagnano alla scarsissima educazione all’immagine da parte dei destinatari di questo coacervo iconico.


#ArteUrbana #Quartiere

12 visualizzazioni